Cos’è

IL CENTRO PAPA FRANCESCO

La struttura, situata in via dei Servi 18, è suddivisa in due parti per proporre progetti di accoglienza differenziati: al primo piano è situato il Centro di Accoglienza, rivolto agli uomini, mentre il secondo piano propone esperienze di coabitazione al femminile.

Al centro della struttura vi è un salone multifunzionale all’interno del quale vengono organizzate iniziative di diverso tipo (pranzi, cene, incontri di sensibilizzazione, eventi) rivolte anche alla cittadinanza che permettono alle persone accolte di conoscere altre realtà e tessere relazioni, rendendo contestualmente il Centro Papa Francesco un luogo aperto alla città e capace di promuovere legami comunitari a vantaggio della coesione sociale all’interno del territorio modenese.

METODOLOGIA E OBIETTIVI

Il Centro Papa Francesco, inaugurato nel 2018, è il contesto educativo e di inclusione sociale che Caritas ha predisposto per accogliere persone in situazioni di vulnerabilità. Tutti i dispositivi educativi attivati durante l’accoglienza concorrono alla principale strategia di far emergere, in tempi adeguati, i problemi che sottendono alle condizioni di vita di ogni persona accolta, per poi individuare azioni volte alla presa di consapevolezza e assunzione di responsabilità, rispettando l’autodeterminazione e favorendo l’esercizio delle libertà sostanziali al fine di raggiungere condizioni di maggiore autonomia e cittadinanza attiva.

IL CENTRO DI ACCOGLIENZA

Situato al primo piano del Centro papa Francesco, il Centro di Accoglienza ha la finalità di rispondere al bisogno di uomini, italiani o stranieri, che, pur attraversando delle fasi di difficoltà, dispongono di risorse per intraprendere percorsi di autonomia e di vita. La struttura, dispone di otto posti letto e offre alle persone una stanza singola, ma soprattutto un contesto in cui incontrarsi, conoscersi e riscoprire le proprie competenze relazionali e professionali. Ogni accoglienza viene progettata da un’équipe integrata da Caritas modenese e i Servizi Sociali Territoriali. La fase di progettazione di ogni accoglienza coinvolge la persona stessa, che viene riconosciuta come protagonista del proprio percorso di autonomia e di vita. La partecipazione di ogni persona alla vita del Centro di accoglienza viene consolidata da un patto di collaborazione secondo cui ciascuno è chiamato a farsi collaboratore responsabile del proprio cammino e di quello degli altri. In questo senso, la presenza degli operatori e volontari è finalizzata ad accompagnare, ascoltare e generare legami di fiducia tra gli ospiti e la comunità, che è considerata parte attiva di ogni accoglienza.

LA COABITAZIONE AL FEMMINILE

La collaborazione con i Servizi Sociali Territoriali ha facilitato l’integrazione, nel secondo piano, di ulteriori spazi per incrementare le accoglienze. Il piano è suddiviso in tre appartamenti: uno indipendente e destinato ad un’unica persona e altri due composti ciascuno da tre stanze (con bagno e cucina in condivisione). In questi spazi vengono accolte donne (in certi casi con figli), con una buona autonomia che, però, per varie motivazioni si trovano in condizione di vulnerabilità.
I percorsi di accoglienza presso il secondo piano lasciano maggiore spazio alle persone accolte per sperimentarsi in autonomia nella gestione delle proprie esigenze quotidiane e nella cura degli spazi comuni e della relazione tra coinquilini. La presenza periodica degli operatori è finalizzata a monitorare l’andamento della coabitazione e del progetto di accoglienza e a garantire supporto per la rielaborazione positiva di vissuti complessi e il superamento delle condizioni di vulnerabilità.

Dove siamo
Via dei Servi 18

 

Contatto
Massimiliano Ferrarini
Responsabile Area Accoglienza
m.ferrarini@caritas.mo.it

Il punto di riferimento è l’accoglienza. Quando uno viene in un luogo nuovo deve sentirsi accolto e sentirsi bene. E io qui l’accoglienza l’ho sentita, ho imparato cos’è l’accoglienza vivendo qua.

Seynabou