Dati al 31/01/25:

Caritas Diocesana di Modena-Nonantola dedica da diverso tempo grande attenzione al mondo del carcere, alla condizione delle persone detenute e alla promozione del paradigma della Giustizia Riparativa. Il nostro Arcivescovo, Don Erio Castellucci, ha immediatamente accolto il mandato di Caritas Italiana che, nel novembre 2019, siglò un Protocollo d’Intesa con il Ministero della Giustizia, al fine di promuovere l’inserimento nei progetti sociali delle Caritas locali di persone ammesse all’istituto della Messa alla Prova (MAP) per lo svolgimento di Lavori di Pubblica Utilità: nel 2020 Don Erio, in stretta collaborazione con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE) di Modena, sottoscrisse analoga convenzione con il Tribunale di Modena.

Contemporaneamente veniva stipulata una Convenzione tra Arcidiocesi, Caritas Diocesana, UEPE di Modena e Centro di Giustizia Riparativa “Anfora” della Coop. “L’Ovile” di Reggio Emilia, con l’obiettivo di favorire la realizzazione di programmi di giustizia riparativa nel territorio modenese.

Caritas Diocesana collabora con continuità con il Cappellano della Casa Circondariale “Sant’Anna” di Modena per incontrare e conoscere i detenuti, al fine di poterli accompagnare in particolare nel momento dell’uscita. Sostiene inoltre le associazioni di volontariato che svolgono attività a favore dei detenuti: “Gruppo Carcere Città”, cui sono stati consegnati nel 2023 700 kit di prodotti per l’igiene della persona preparati presso il Magazzino Alimentare di Caritas, e “Porta Aperta al Carcere”, i cui volontari hanno distribuito 600 kit di biancheria intima.

Nel 2022 è stata stipulata una Convenzione tra la Casa Circondariale “Sant’Anna” di Modena e l’Arcidiocesi di Modena-Nonantola per lo svolgimento di Lavori di Pubblica Utilità e attività di volontariato da parte dei detenuti presso il Magazzino Alimentare Diocesano. Negli ultimi due anni hanno operato all’interno del Magazzino due detenuti in affidamento, prestando servizio in affiancamento agli operatori Caritas e ai volontari provenienti da parrocchie, Seminario, centri d’ascolto parrocchiali, comunità di malati psichiatrici. 

Questa scelta è in linea con le finalità del dispositivo Magazzino, opera-segno allestita infatti non solo per fornire aiuto materiale ma anche per animare la comunità, ponendo attenzione al benessere e alla salute delle persone e stimolando nuove forme per essere comunità inclusive e giuste nel territorio grazie alle connessioni tra mondo produttivo, del commercio, dei servizi pubblici, del volontariato e delle persone più fragili.

Contatto

Massimiliano Ferrarini
Responsabile Accoglienza, Giustizia e Carcere
m.ferrarini@caritas.mo.it

Insieme ad altri operatori di Caritas diocesana ho accompagnato tre detenuti in un percorso di reinserimento sociale e lavorativo. Solo in un caso l’esito è stato quello sperato. Le persone rimangono sempre libere di scegliere se e come mettersi in gioco. Ma l’insuccesso negli esiti non significa fallimento nella testimonianza (cristiana!): per tutti è possibile una seconda possibilità.

Pietro, seminarista volontario in Carcere