Progetto che ha inteso affermare, con forza, che ogni persona merita una seconda possibilità e che solo un modello di giustizia capace di ricucire relazioni può generare una comunità più giusta e inclusiva.
Nell’ambito del bando “AIUTARE CHI AIUTA: UN SOSTEGNO ALLE NUOVE FRAGILITÀ” promosso da Intesa Sanpaolo e Caritas Italiana, l’iniziativa ha rappresentato un punto di sintesi e rilancio dell’impegno della Caritas modenese sul fronte dell’accompagnamento delle persone detenute e del paradigma della Giustizia Riparativa. Il progetto ha rafforzato le collaborazioni in corso con la Casa Circondariale “Sant’Anna”, l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna, il Centro di Giustizia Riparativa “Anfora” e diverse realtà del Terzo Settore, sviluppando azioni concrete per il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti.
Sono stati attivati percorsi di Lavori di Pubblica Utilità (LPU), formazione professionale, attività educative e di volontariato presso i servizi Caritas: in particolare il progetto ha permesso di attivare due tirocini di inserimento lavorativo presso Coopattiva, a tempo pieno e della durata di 6 mesi, destinati ad altrettanti detenuti ammessi all’esecuzione esterna di LPU, Lavori di Pubblica Utilità, selezionati in coordinamento con l’équipe dell’Area Trattamentale della Casa circondariale.
Inoltre, il progetto ha reso possibile l’organizzazione di due percorsi formativi sulla giustizia riparativa in collaborazione con la Cooperativa L’Ovile: il primo rivolto agli operatori della Caritas Diocesana, il secondo rivolto a persone in Messa alla Prova e a membri della comunità.
Infine, questo progetto ha permesso a Caritas di sostenere la dignità dei detenuti con la distribuzione di kit igienici e biancheria.

